Candelabro Elettrico?

 
No Grazie!!

Sappiamo bene quanto la chiesa stia e sia cambiata nelle ultime generazioni, e di sicuro questo cambiamento non ha per nulla giovato all’affluenza visto che, progressivamente, le chiese si stanno letteralmente svuotando di fedeli.

È fin troppo palese come l’appeal diminuisca in diretta proporzione all’età. I più giovani oramai le frequentano solo come turisti nel caso si tratti di antiche chiese il cui fascino è indiscutibile sia per costrutto architettonico che per la storia che portano con sé, a volte secolare.

In questo contesto le chiese, dagli anni 60-70 in poi, hanno subìto una profonda trasformazione e sono state costruite rispettando i canoni architettonici dettati dall’epoca moderna sia come materiali che come linee strutturali. Di certo, senza tema di smentita, le chiese moderne hanno perduto quasi totalmente quel fascino antico e se lo scopo è quello di avvicinarsi al divino, diciamo che quel fascino, quell’attrazione innata che possiedono le chiese antiche è andato del tutto perduto.

E all’interno?

Quando si entra in una chiesa antica, siano credenti o semplici visitatori, il cuore si ferma e la meraviglia si fa strada poiché, all’interno di una chiesa antica si avverte molto presente il senso del Sacro. La sacralità all’interno si respira per una serie di condizioni create dalla struttura e dai contenuti. Le luci, le ombre, le statue, le navate, il transetto, l’altare, tutto concorre a suscitare incanto e stupore nel fedele come nel visitatore estemporaneo.

Ma è certo che buona parte di questo fascino è creato dal tremolio della fiamma che, dalle candele accese, crea quella magica atmosfera ben conosciuta da tutti noi. Non vi è adulto o bambino che, entrando in una chiesa, resista dal lasciar andare l’occhio ai luoghi dei candelabri o dei candelieri dove decine di candele proiettano la loro luce tremula e quel tipico profumo di candela che brucia.

È un po’ come avvicinarsi a un luogo ancestrale visto che pochi ormai a casa accendono candele, se non in casi particolari. Per cui entrare in una chiesa e riconoscere quella particolare atmosfera crea nella mente dei visitatori una condizione speciale, una situazione interiore di collegamento con un luogo sacro, dove il sacro si celebra attraverso la luce naturale donata dal fuoco.

Si tratta di un evento antico, ancestrale appunto, che senza dubbio non può essere ricreato da una luce artificiale. Non può semplicemente perché la luce elettrica di alcuni moderni candelabri non ha né la capacità, né il tono è tantomeno la storia che può vantare l’appeal millenario del fuoco della fiamma di una candela. Quando si entra in una chiesa dove ci sono candele o candelabri alimentati a luce elettrica quel fascino svanisce, quel senso del Sacro si dissolve senza lasciare traccia. Quel finto tremolio e quella luce fredda e priva di vita provocano un senso di allontanamento e di intrinseca freddezza.

Quel ponte col Sacro è perduto.

L’uomo accende candele dalla notte dei tempi, nel suo inconscio questo è simbolo della luce che fende le tenebre, di conforto dal buio del non conosciuto. Come può un candelabro elettrico sopperire o supporre di ricreare questa condizione interiore?

A mio parere semplicemente non può!

 

Emanuele Ferraro

Titolare Cereria San Giacomo